Quando Shonda Rhimes inizia a darti sui nervi, ricorda: lei ha sceneggiato Crossroads con Britney Spears e The Princess Diaries 2: Royal Engagement. E ha permesso la rovina senza pietà di quella gran figona di Addison Montgomery, lobotomizzata durante il viaggio tra Seattle e Los Angeles. Se ami Grey’s come lo amo io, questo pensiero ti calmerà un po’: non poteva fare quattro stagioni di questo telefilm senza rovinarne almeno una buona parte.

E lascia perdere di andare a leggerti il blog ufficiale soprattutto non ascoltare i podcast: io ho smesso l’anno scorso, e vivo meglio. Meno aspettative, meno Maalox.

E però Shonda, dopo un deragliamento durato praticamente tutta la terza stagione e un bel po’ della quarta, l’ha capita: se vuoi rimanere una serie di grande successo, non andare troppo oltre il confine della soap opera, che la gente se vuole vedere le soap va a vedersi le soap. Ebbene, Shonda ha smesso di andare per la sua via a testa bassa e, credo, ha cominciato ad ascoltare che si dice in giro, per esempio sul forum dedicato al telefilm nel sito Television without pity, dove non le mandano a dire a nessuno e le argomentano anche piuttosto bene.

Così, ecco una ultima puntata di due ore che salva almeno il salvabile, riabilita un paio di personaggi e tira fuori una performance di quelle che ci si aspetta arrivino da parte di Chandra Wilson/Miranda Bailey e quasi quasi anche da Sandra Oh/Cristina Yang, per la quale sarebbe ora di tornare a scrivere qualcosa di interessante, visto quanto è brava. Diciamo così: non un finale col botto, ma anche questo in grado di indurre pensieri positivi per la quinta stagione.

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