Terra!Oggi avrei voluto scrivere in ritardo di The Hub (S04E09), ma i recenti sviluppi fanno passare la seppur ottima puntata in secondo piano. In brevissimo:  la Roslin ha le visioni (che strano!), Baltar grazie a generose dosi di morfina fa outing davanti alla pazza presidente e confessa il proprio ruolo nello sterminio della razza umana, l’ibrido fa saltellare la nave fino all’hub, viene liberata D’Anna che fa tornare la nave al Galactica dove ordina che i final five vadano da lei o farà la bua ai suoi ex liberatori, ora ostaggi. Bene, abbiamo fatto i compitini, quindi passiamo oltre!

Tigh al tubo di lancioRevelations (S04E10) ci porta alla fine di un viaggio e lo fa con classe. Mentre sul Galactica si sta per mettere in atto un piano a dir poco azzardato per liberare gli ostaggi, Tigh, fedele alla scelta di restare l’uomo che è vissuto, si costituisce ad Adama per usare se stesso e gli altri (Troy è già andata ad abbracciare la sua nuova famiglia) come deterrente alla violenza che si sta per scatenare.

Stupenda la scena della confessione che si svolge nell’ufficio di Adama, con quest’ultimo che cerca di convincere l’amico, o se stesso, di altre cause che possano averlo convinto di essere uno dei final five.

Adama distruttoIl rapporto fra due amici che si conoscono da trent’anni lo si può condensare tutto in questi pochi minuti e in quelli immediatamente successivi: uno, l’alcolizzato e il debole, è pronto a sacrificarsi per il bene comune e l’altro, il leader naturale, viene sepolto dalle incertezze e dai rimpianti, incapace di fare la cosa giusta: uccidere il nemico.

La situazione di stallo costringe D’Anna a puntare le armi contro la flotta civile, ma per fortuna un miracolo interviene a salvare la situazione (e mezzo cast). Dietro suggerimento degli ancora insospettabili Cylon, Starbuck sta analizzando il raptor che l’ha riporta al Galactica tempo addietro e scopre che sta ricevendo un segnale coloniale che nessuna altra apparecchiatura della flotta riceve: un faro verso la Terra.

Terra...Se ne vociferava tempo fa: la Terra sarebbe stata raggiunta e prima della fine della serie. Non avevo mai dato molta retta a quelle voci: sembrava troppo bello, una scelta troppo ardita per un mercato spesso troppo furbetto nel giocare al “vedo non vedo”. Mi sbagliavo e gli sceneggiatori ci hanno regalato in questo finale di mezza stagione uno dei più bei cliffanger di sempre.

La Terra esiste, è vera, ma non è quella che l’equipaggio del Galactica si aspettava. Il terreno presenta tracce di radiazioni, ovunque sono disseminate le rovine della civiltà umana, il cielo è grigio e il terreno è coperto di neve e ghiaccio. Solo a me ricorda un inverno nucleare?

In finale è degno del più classico Pianeta delle scimmie, ma lascia ancora aperte tante domande a cui spero verranno date adeguate risposte. Per il momento BSG ci lascia, ma va bene così: ci vorrà tempo per metabolizzare questo capolavoro di puntata.

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